INL: istruzioni sulla vigilanza nel settore edile e sulle contestuali verifiche delle misure anticontagio


Al fine di garantire adeguati livelli di protezione ai lavoratori e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro e contenere la diffusione del Covid-19, le imprese edili adottano le misure previste nel Protocollo cantieri da integrare eventualmente con altre equivalenti o più incisive secondo la tipologia, la localizzazione e le caratteristiche del cantiere e ferme restando le norme previste dai decreti governativi. Il punto 10 del Protocollo evidenzia che restano ferme le funzioni ispettive dell’Agenzia unica per le ispezioni del lavoro, Ispettorato Nazionale del Lavoro così come definite dall’art. 13, co. 2, del d.lgs. n. 81/2008. Con nota n. 156/2020, l’INL fornisce ulteriori indicazioni in merito alla vigilanza nel settore edile e alle contestuali verifiche.


Con riferimento alla riapertura dei cantieri edili si procede dunque alla consueta programmazione ispettiva senza alcuna limitazione di mandato. In occasione della consueta vigilanza nei cantieri andrà, altresì, verificato lo stato di attuazione delle misure previste dal citato protocollo. La programmazione delle ispezioni terrà conto, come di consueto delle esigenze di coordinamento con le ASL e privilegerà le attività riferite ad appalti pubblici o comunque i cantieri di dimensioni medio/grandi.
Il Protocollo cantieri fa integrale rinvio alle previsioni del protocollo condiviso e contiene specificazioni di settore, con l’obiettivo di fornire indicazioni operative finalizzate a incrementare nei cantieri l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di Covid -19:
– rispettare il distanziamento sociale, anche attraverso una rimodulazione degli spazi di lavoro, compatibilmente con la natura dei processi produttivi e con le dimensioni dei cantieri;
– integrare, ove presente, il Piano di sicurezza e coordinamento;
– assicurare la vigilanza sull’adozione delle misure anticontagio attraverso le figure preposte. Fondamentale, infatti, in tale fase, il ruolo e la costante presenza in cantiere dei soggetti preposti alla sovrintendenza e verifica della puntuale adozione delle misure anticontagio. In ausilio a tali funzioni, le associazioni datoriali di categoria stanno sviluppando anche apposite applicazioni volte ad agevolare le misure organizzative per il contenimento del contagio.
Le misure previste nel protocollo cantieri si estendono ai titolari del cantiere e a tutti i subappaltatori e subfornitori presenti nel medesimo cantiere.


Nel corso della cd. fase 2 risulta opportuno implementare e valorizzare adeguatamente l’attività di informazione, prevenzione e promozione della sicurezza e della legalità nei luoghi di lavoro, cui fa riferimento l’art. 8 del d.lgs. n. 124/2004.
Tenuto conto del settore d’intervento, si richiama anche l’art. 10 del d.lgs. n. 81/2008, il quale prevede la possibilità di sviluppare attività di informazione e assistenza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare nei confronti delle imprese artigiane, delle piccole e medie imprese e delle rispettive associazioni datoriali, fermo restando il divieto di attività di consulenza di cui all’art. 13, comma 5. Tali attività saranno sviluppate in collaborazione con le altre istituzioni coinvolte nelle iniziative per il contrasto della diffusione del Covid-19, in particolare INAIL e ASL, e con le associazioni sindacali, gli organismi paritetici, le università e gli ordini professionali, nei cui riguardi vanno implementate le sinergie in essere nei singoli contesti territoriali.
L’attività di informazione e promozione dovrà essere funzionale alla valorizzazione delle “buone prassi”, anche attraverso la predisposizione di materiale divulgativo e di strumenti e metodologie di autoanalisi delle singole aziende.


Si richiamano, altresì, le previsioni dell’art. 10 del DPCM 17 maggio 2020, secondo cui il prefetto si avvale delle forze di polizia e, per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dell’Ispettorato nazionale del lavoro e del comando Carabinieri per la tutela del lavoro ed il già citato punto 10 del Protocollo cantieri. Ne derivano rinnovate esigenze di coordinamento, atteso che alla consueta attività di vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, si affianca anche l’apporto che i prefetti possono richiedere alle articolazioni territoriali dell’Ispettorato Nazionale del lavoro, nell’ambito delle competenze che gli sono riconosciute dal legislatore, anche ai fini delle verifiche in merito all’attuazione delle misure precauzionali anticontagio definite dai protocolli intervenuti tra Governo e Parti sociali.
La programmazione degli accessi in cantiere risulterà, altresì, orientata – fra le altre – alle seguenti priorità/modalità d’intervento:
– va assicurata prioritaria definizione delle procedure pendenti, attraverso la programmazione dei sopralluoghi di rivisita finalizzati all’accertamento del rispetto delle prescrizioni impartite in occasione dell’accesso al cantiere. In ragione del blocco delle attività e della recente riapertura dei cantieri sarà comunque necessario, in occasione della rivisita, procedere altresì alla verifica delle misure anticontagio e quindi della complessiva riorganizzazione del cantiere;
– nella selezione degli obiettivi dovranno contemperarsi le esigenze di verificare nei riguardi del maggior numero possibile di lavoratori l’adozione del protocollo cantieri, con quelle connesse ad assicurare la vigilanza nei riguardi delle realtà in cui si registrano statisticamente tassi più elevati di infortuni sul lavoro;
– la vigilanza in materia di salute e sicurezza nei cantieri edili seguirà come di consueto l’impianto sanzionatorio definito dal Titolo XII del d.lgs. n. 81/2008 (artt. 301 e seguenti);
– considerate le previsioni dell’art. 16 del decreto legge n. 18/2020, conv. in legge n. 27/ 2020, (“Per contenere il diffondersi del virus COVID-19, fino al termine dello stato di emergenza, sull’intero territorio nazionale, per i lavoratori che nello svolgimento della loro attività sono oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di un metro, sono considerati dispositivi di protezione individuale (DPI), le mascherine chirurgiche reperibili in commercio), la mancata consegna al lavoratore integra, per il datore di lavoro o il dirigente, la violazione di cui all’art. 18, comma 1, lett. d, del d.lgs. n. 81/2008, punita penalmente ai sensi dell’art. 55, comma 5, lett. d, del medesimo decreto, mentre la mancata utilizzazione della mascherina da parte del lavoratore integra la trasgressione di cui all’art. 20, comma 2, lett. d, del d.lgs. n. 81/2008, sanzionata penalmente ai sensi dell’art. 59, comma 1, lett. a, dello stesso decreto;
– nel merito all’apparato sanzionatorio riferito alla mancata osservanza delle misure anticontagio definite dal protocollo cantieri si richiamano integralmente le indicazioni fornite con le note precedente che riconducono esclusivamente agli agenti di pubblica sicurezza la competenza sanzionatoria definita dall’art. 4 del decreto legge n. 19/2020.
Gli accessi in questione, infine, dovranno conformarsi alle misure precauzionali già definite nonché svilupparsi con modalità che assicurino l’adeguatezza dei tempi massimi di permanenza in cantiere.